Gian Luigi Picchi - la di storia di un campione

        

 

Gian Luigi Picchi nasce a Tivoli nel 1946 dove vive attualmente,sin da ragazzo esprime il suo interesse 

per i motori che si concretizza con l’acquisto da parte del padre di una Fiat 500 Topolino

che il ragazzo a 15 anni guida per isolate strade di campagna “ riuscivo a cambiare e scalare senza

frizione” esprimendo una forte sensibilità per la meccanica. A 16 anni acquista un kart usato da un

suo amico e comincia a girare alla Pista d’oro,quinto al suo debutto in gara comincia ben presto a

vincere e dal 1963 al 1965 partecipa a 115 gare vincendone 44,campione italiano a squadre con

il Karting Arcionia e Campione Europeo nel 1965 come componente della squadra nazionale

azzurra.

La chiave dell’alta percentuale di risultati è una attenta e meticolosa preparazione alle gare

e una particolare attenzione alla messa a punto del mezzo,nonché alla capacità di imporre ritmo

alle gare,attento anche ad evitare ogni possibilità di avaria al mezzo,usò per primo un rudimentale

mezzo per oliare la catena del kart,per evitarne il grippaggio, e il primo a montare un rostro a difesa

della pedaliera. Nel 1966 guida la Tecno k250,geniale trait-d’union tra kart e automobilismo dei

fratelli Pederzani.

E’ vice campione italiano,chiamato al servizio militare non può disputare le ultime gare della stagione.

In una gara ad Imola esce di strada alla staccata della Roggia distruggendo il suo k250,si aprì così il

suo rapporto con Salvatore Genovese che gli offre il suo per disputare la gara che si sarebbe tenuta

a Vallelunga dopo 7 giorni,vincendo e facendo il giro veloce.

Il preparatore romano,ricordandosi della performance,nel 1967 lo fa debuttare nella Formula 850,

monoposto propedeutica,con la Lucky-Genovese,è secondo al debutto e vince due gare.

L’apporto e l’esperienza di Salvatore genovese è determinante nel valorizzare le potenzialità

di pilotaggio del pilota tiburtino,prodigo di consigli tattici e tecnici, il preparatore siculo-romano

contribuisce e accelera fortemente la sua maturazione di pilota.

Nel 1968 viene chiamato da Gino De Sanctis a guidare la sua monoposto F850 ufficiale e vince

il Campionato Italiano della specialità.

E’ il primo ragazzo proveniente dal kart a vincere un campionato nell’automobilismo.    

A fine stagione ancora Salvatore Genovese gli affida la sua Brabham di f3 e Picchi

al debutto parte in prima fila ed arriva secondo nella sua prima gara in formula3.

Questo gli vale la chiamata della Tecno di Bologna che gli affida la macchina ufficiale con cui

il pilota di Tivoli vince il campionato nel 1969 conclusosi all’ultima gara di Vallelunga

dopo un epico duello con Vittorio Brambilla che lo tallona per tutti i 60 giri della finale.

E’ il più giovane Campione Italiano della specialità dell’epoca.

Il Coni gli assegna la Medaglia di Bronzo al Valore Atletico, viene insignito del Premio Ascari Castelletti Musso,

è Casco di Argento di Autosprint.

All’inizio del 1970 partecipa di nuovo al campionato italiano di f3 vincendo due gare su quattro,

in una gara a Monza sul bagnato doppia tutti di due giri e viene definito da Autosprint il “Motonauta di Monza.

A luglio arriva la chiamata dell’ing.Chiti per l’europeo turismo,

il giovane pilota di Tivoli a fine 1969 era stato il più veloce in un meating a Monza dove l’Autodelta aveva

testato 25 giovani piloti italiani. Debutta a Silvestone sesto con la GTAm,vince l’assoluto al

Nurburgring nella Sei Ore in coppia con De Adamich,vince a Zandvoort l’assoluto in una delle

gare più tirate ed entusiasmanti del campionato 1970,arriva secondo al Jarama.

E’ vice campione.

L’anno seguente gli viene assegnata la GTAJunior  ed è Campione Europeo I Divisione vincendo

sei gare su otto. Nel 1971 gli viene affidata dalla CSAI una formula 2 ,al debutto in gara è quinto

quando la vettura si ferma per mancanza di alimentazione,in altra gara ad Hockheneim rimane al

palo nella prima manche,parte ultimo nella seconda e risale fino all’undicesima posizione.

Nel 1972 in preparazione alla stagione 73 l’ing. Chiti lo fa provare a Balocco con la

Alfa Romeo 33/3000 monoscocca e lo iscrive alla 1000km di Monza. Partecipa inoltre ai collaudi della

33/3000 TT tubolare a Vallelunga risultando sul viscido subito velocissimo.

Nel 1973 l’Alfa non partecipa al mondiale prototipi ed il pilota tiburtino con la nascita del primo

dei tre figli abbandona il professionismo. Nel 1976 il pilota romano Franco Bernabei lo invita

a partecipare ad una prova del mondiale a Vallelunga con una Porsche 3000. Alla quarta ora la

coppia di piloti laziali è seconda assoluta dietro la Porche ufficiale turbo di Icks-Bell quando

si deve ritirare per una avaria ad un mozzo della ruota anteriore.

Picchi si riaffaccia alle corse su invito di Sergio Peroni e della Scuderia Campidoglio di Violati

nel 1988 vincendo con una Alfa Romeo 2600 coupè e con la Ferrari GTO in coppia con il patron

della Campidoglio. Vince anche con un'altra 2600 coupè affidatagli dal solito Salvatore Genovese.

 

All’inizio degli anni 90 corre nel turismo italiano con la Sierra gruppo uno della Lella Lombardi

e viene poi chiamato a scendere in pista da Renzo Vaccari con la Delta Integrale gruppo N con cui

vince a Magione,prima vittoria di una Delta Integrale in pista, è in testa al campionato italiano del

gruppo 2 fino all’incidente di Imola,dove tamponato dopo la  partenza va a muro al tamburello.

 

Nel 2004 “mi telefonò Salvatore Genovese informandomi che Flammini stava strutturando il

Campionato Supestars,e che se avessi voluto potevo andare a Vllelunga  a vedere girare la macchina

Prototipo con 480 cv.Salvatore era il responsabile tecnico.Gli risposi che sarei venuto volentieri se mi avessero fatto fare qualche giro.

Mi disse,affacciati vedremo. Alla fine delle prove finalmente mi fecero salire,”soltanto due giri mi raccomando,

ti diamo box”.Giro di lancio,secondo giro, niente cartello, continuo, mi danno box dopo cinque giri.

Rientro,spengo e tutti mi sono intorno,mi assalgono,cerco di giustificarmi”non mi avete richiamato,ho

 continuato,che succede?”

Ero stato il più veloce. Questo mi valse partecipare alla gara di debutto al Mugello dove vinsi con giro veloce a 58

 anni dopo dodici anni che non salivo su una macchina da corsa.

Fu una sensazione inebriante,mi ricordo che per tutto il giro di rientro dopo la bandiera a scacchi urlai per la

contentezza.”

 Ancora una volta Salvatore Genovese e l’amico Maurizio Flamini,con cui avevo corso in coppia

in una memorabile gara con una Ritmo di Vaccari,mi avevano voluto gratificare facendomi questo

grandissimo regalo,poter pilotare di nuovo. Sì perché quello che ancora mi manca è guidare in pista,

inscivere la vettura in curva,pilotare è una danza,la simbiosi tra pilota,mezzo e pista,una sensazione

inebriante che soltanto chi ha corso può capire.

 

A volte ripensando alla mia breve ed intensa presenza da professionista nel motorsport,interrotta anzitempo per

 aver voluto privilegiare le responsabilità della famiglia, mi domando cosa mi abbia lasciato questa parentesi di

vita. Intanto da ragazzo la possibilità di uscire dalla realtà della mia città e proiettarmi in Italia e all’Estero,

con indubbi vantaggi per l’epoca nel potermi confrontare con altre realtà e culture.         

Indubbiamente un metodo,non lasciare nulla al caso,cercare di prevedere ogni variabile,capacità di

concentrazione,accettazione dei rischi,forza mentale,ricerca del risultato.        

Tutte cose applicabili nella vita,in fin dei conti lo sport serve a questo, a dare un indirizzo,

a fornire gli strumenti per affrontare qualsiasi difficoltà si presenti nella vita di ognuno di noi.

 

1963 Campione Italiano a Squadre Karting Arcionia

1965 Campione Europeo a Squadre,componte Squadra Nazionale Karting

1966 Vice Campione Italiano k250

1968 Campione Italiano F850 Pilota Ufficiale De Sanctis

1969 Campione Italiano F3     Pilota Ufficiale Tecno

1970 Vice Campione Europeo II divisione Pilota Ufficiale Alfa Romeo Autodelta

1971 Campione Europeo          I divisione  Pilota Ufficiale Alfa Romeo Autodelta

 

1968 Medaglia d’oro di Autosprint

1969 Casco d’Argento di Autosprint

1969 Premio ANCAI Ascari Castelletti Musso

1969 Medaglia di Bronzo al Valore Atletico del CONI

 

Gian Luigi Picchi